Il segreto sulle miscele chimiche del fracking oscura i rischi ambientali

Il segreto sulle miscele chimiche del fracking oscura i rischi ambientali

L’industria del fracking deve essere obbligata a fornire informazioni molto più dettagliate alle autorità di regolamentazione affinché la popolazione possa essere informata circa i rischi ambientali di tale tecnica, sostengono i gruppi di difesa dei cittadini.

Una relazione della Environmental Protection Agency (EPA), pubblicata nel mese di giugno, ha rilevato che la fratturazione idraulica per estrarre petrolio e gas può determinare, e ha determinato, la contaminazione di falde d’acqua potabile. Con questo report è la prima volta che il governo federale ha ammesso un nesso tra le operazioni di fracking e i danni ambientali.

L’Epa precisa che lo studio, basato su “fonti di dati disponibili all’agenzia”, ha trovato livelli di contaminazione minori rispetto ad altri pozzi del paese.

Ma Gretchen Goldman, capo analista presso il Center for Science and Democracy dell’Union for Concerned Scientists, ha detto al Guardian che lo studio dell’EPA – che ora è accessibile online per commenti – è nulla di “più che una revisione della letteratura” e ha chiesto che l’industria di settore divulghi maggiori risultati.

Goldman sostiene che l’EPA ha fatto marcia in dietro rispetto alla sua promessa iniziale di avviare studi prospettici, testando la qualità delle acque di un sito – che avrebbe funzionato da test – prima, durante e dopo le attività di fracking. Lo studio sarebbe stato utile per approfondire la conoscenza del processo di fratturazione idraulica e avrebbe dato un contributo alla conoscenza scientifica nel settore.

Le informazioni condivise dall’industria, utilizzate per la relazione dell’EPA, sono state fornite su base volontaria, rivelano gli autori dello studio, e anche quando le aziende sono state costrette a condividere le informazioni attraverso regolamentazioni statali, sono state autorizzate a non divulgare alcune informazioni perché considerate cruciali per il loro business.

Uno degli elementi più importanti del fracking che ancora continua ad essere avvolto dal segreto è la composizione della miscela di sostanze chimiche che vengono iniettate nel terreno attraverso pozzi insieme all’acqua, ad alta intensità per la fratturazione delle rocce che in questo modo rilasciano petrolio o gas. La composizione di tali miscele sembra infatti variare da compagnia a compagnia e da pozzo a pozzo.

Anche se l’EPA è stata in grado di compilare un elenco di 1.076 sostanze chimiche utilizzate nel processo di fracking, l’elenco è incompleto, poiché le aziende del settore considerano alcuni componenti “informazioni aziendali riservare” e per tanto – si legge nel rapporto – non divulgabili e non accessibili al pubblico.

“Questa è la prova del fatto che lo studio dell’EPA non è immune all’influenza delle oil company” ha commentato Amy Mall, un’analista politico senior del Natural Resources Defense Council.

Nello studio di 998 pagine, la parola “limite” è usata 76 volte , “incertezza” 43 volte e “insufficiente” – per quanto riguarda le informazioni insufficienti, dati o prove – è utilizzato sette volte.

L’EPA ha rifiutato di essere intervistata in merito al rapporto su fraking.

Nonostante l’opposizione di alcuni gruppi, le operazioni di fracking sono sostenute dall’amministrazione Obama. Il presidente Barack Obama ha più volte descritto il fracking come combustibile di transizione, necessario per colmare un percorso che ci porta lontano dai combustibili fossili e verso un futuro di energia pulita. Gli ambientalisti ritengono tale posizione imprecise e ingenue.

Nel 2005 le attività di lobbying da parte dell’industria petrolifera e del gas hanno avuto successo, tanto che le attività di fratturazione idraulica sono state considerate esenti da alcune sezioni del “Safe Drinking Water Act”, tra cui quelle relative alle autorizzazioni.

La scorsa settimana un’altra agenzia federale, il Bureau of Land Management, ha ricevuto da parte di un giudice distrettuale degli Stati Uniti il blocco a mettere in atto una nuova serie di regole per il fracking su suolo pubblico federale. Le regole, che sarebbero dovute entrare in vigore il 24 giugno scorso, prevedevano che le compagnie petrolifere e di gas avessero l’obbligo di rivelare le sostanze chimiche che iniettano nel suolo, soddisfare gli standard di costruzione dei pozzi di perforazione e tutela della salute a causa delle acque contaminate.

Fonte: The Guardian

Data: Luglio 2015

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