Italiani prigionieri dello smog: rinunciare all’auto non basta. Ecco gli stili di vita sostenibili

Italiani prigionieri dello smog: rinunciare all’auto non basta. Ecco gli stili di vita sostenibili

Undici tappe, da Nord a Sud del nostro Paese, per monitorare lo stato di salute ambientale dell’Italia. Perché non è che l’ambiente urbano sia messo proprio bene: nei primi 50 giorni del 2016 le concentrazioni di PM10 sono tornate a salire in 18 città. Molte si avvicinano al limite dei 35 giorni annui di superamento consentiti. Frosinone è a 28, come Venezia; Treviso e Torino a 27. Per sensibilizzare i cittadini che respirano quest’aria avvelenata e far capire loro che esistono comportamenti virtuosi (e politiche locali intelligenti) per abbattere l’inquinamento, riparte oggi il «Treno Verde» di Legambiente. Primo comandamento? Rinunciare all’auto. E scegliere politiche di mobilità più ecologiche.

Quattro sfide: dalla mobilità agli stili di vita

È la ventottesima edizione del convoglio ambientalista. Dopo un’anteprima alla stazione Termini, il viaggio vero e proprio inizierà da Novara, il 26 febbraio, per poi raggiungere le maggiori città italiane e arrivare a Cosenza il 9 aprile (consulta il calendario e leggi il programma, sfiorando l’icona blu). Quattro le sfide dell’edizione 2016: Smart cities, eco- quartieri, mobilità nuova e stili di vita. Perché dopo l’edizione speciale dello scorso anno dedicata all’agricoltura in occasione di Expo Milano, quest’anno il convoglio tornerà ad occuparsi di inquinamento atmosferico e acustico attraverso un nuovo ed innovativo monitoraggio; non solo per informare i cittadini sul tema, ma per promuovere tante buone pratiche a partire dalle città, sempre più esposte al global warming e soffocate dallo smog.

Il 2016, un altro anno da «codice rosso»

Se il 2015 è stato un anno da «codice rosso» per la qualità dell’aria respirata nei centri urbani, il 2016 sembra, infatti, non essere da meno. Il superamento in nemmeno due mesi del 50 per cento dei giorni di «bonus» sui livelli massimi di inquinamento di 18 centri urbani la cice lunga. Non bastasse, il tetto della deroga prevista dalla legge – 35 giorni l’ anno con concentrazioni superiori a 50 g/m3 di polveri sottili – viene ormai sfiorato a Venezia e Frosinone, che hanno raggiunto rispettivamente 28 giorni di superamento, seguite da Treviso (27), Torino (27), Padova (26), Mantova (22), Asti (22). Ed ancora Novara (20), Pavia (19), Rovigo (19), Como (19), Milano (19), Alessandria (19) Verona (18), Brescia (18), Bergamo (18), Modena (18) e Biella (18). E anche se non è stata superata la soglia limite dei 35 giorni l’anno, la situazione rimane preoccupante e «dimostra l’urgenza di adottare azioni concrete e politiche di sistema per uscire dall’emergenza smog, sempre più cronica».

«Vite umane in pericolo»

«Le città sono il centro della sfida climatica in tutto il mondo – sottolinea la presidente nazionale di Legambiente Rossella Muroni –. È nelle aree urbane che si produce la quota più rilevante di emissioni ed è qui che l’intensità e la frequenza di fenomeni meteorologici estremi sta determinando danni crescenti, mettendo in pericolo vite umane e provocando gravi danni a edifici e infrastrutture». Per questo «è indispensabile ripartire dai centri urbani avviando le riqualificazioni, anche energetiche e antisismiche del patrimonio edilizio esistente, ripensando al sistema della mobilità, facendo scelte innovative per farle uscire dall’immobilismo attuale in cui si trovano ed affrontare i problemi legati all’inquinamento ambientale e alla vivibilità quotidiana».

Le esperienze virtuose anti-smog

Secondo Legambiente, inoltre, il Governo – sulla base degli impegni presi a livello internazionale con la conferenza sul clima «Cop21» a Parigi – «deve intraprendere interventi mirati per stare al passo delle altre città europee, ma soprattutto delineare una strategia nazionale per la qualità dell’aria», un piano per la mobilità nuova in città accompagnato da studi accurati sulle fonti di emissione, eseguiti su scala locale. «Non c’è più tempo da perdere – spiega Muroni –, c’è bisogno di città più vivibili, sostenibili, all’avanguardia e libere dallo smog». Ma in attesa di un deciso cambio di passo nelle politiche della mobilità, nelle 11 tappe del suo viaggio il Treno Verde 2016 racconterà e darà spazio alle esperienze virtuose anti-smog messe in atto intanto da quei comuni che hanno avuto il coraggio di scommettere sulla rigenerazione urbana, sull’efficienza energetica, sul verde urbano e sulla mobilità sostenibile.

La metropolitana a due ruote di Pesaro

C’è ad esempio Pesaro con la sua «bicipolitana» (circa 78 km di piste ciclabili e 11 itinerari pedonali); c’è la green station di Potenza, che grazie ad un progetto di recupero ambientale e sociale promosso da Legambiente, Ferrovie dello Stato Italiane e Rete Ferroviaria Italiana, è tornata a vivere diventando un luogo di incontro e socialità, e un presidio culturale e sociale e una fucina dell’economia civile. Ecco il calendario del Treno Verde: si partirà da Novara (26, 27, 28 e 29 febbraio) per poi proseguire a Pavia, Treviso, Piacenza, Modena. Ed ancora tappa a Pesaro, Roma (Termini), Salerno, Barletta, Potenza (Centrale) e Cosenza.

Coinvolti La Sapienza e il Cnr

In questo viaggio, il convoglio ambientalista si avvarrà di una nuova collaborazione, quella con «Valorizza» brand di Studio Sma e Gemmlab, e con il contributo scientifico dell’università La Sapienza e CNR, per realizzare un monitoraggio scientifico (rumore e inquinamento atmosferico) in postazioni fisse ed itineranti. All’interno una mostra didattica e interattiva. La prima carrozza è dedicata al mondo: qui il visitatore potrà leggere e scoprire i tanti planisferi interattivi, installati sulle pareti del vagone, per capire insieme i fattori legati ai mutamenti climatici e le conseguenze che causa il surriscaldamento globale. La città è, invece, il tema della seconda carrozza incentrata sui centri urbani per parlare di quelle città che hanno raccolto la sfida della rigenerazione urbana ed hanno puntato su energia pulita, mobilità dolce, edilizia sostenibile.

Quartieri ecologici a basse emissioni

Dalle città agli ecoquartieri il passo è breve, per questo la terza carrozza e la quarta carrozza saranno dedicate rispettivamente ai quartieri a basse emissioni e ad alta qualità di vita e ai condomini, dove i cittadini sono sempre più smart. In particolare, agli studenti sarà riservato uno speciale percorso didattico sui mutamenti climatici, realizzato in collaborazione con il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare. La mostra sarà aperta dalle 8,30 alle 14.00 per le classi prenotate e dalle 16,00 alle 19,00 per il pubblico. La domenica sarà visitabile dalle 10,00 alle 13,00. L’ingresso è gratuito.

 

Fonte: Il Corriere della Sera

Data: Marzo 2016

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