Le Filippine indagano Shell e Exxon sul cambiamento climatico

Le Filippine indagano Shell e Exxon sul cambiamento climatico

Possono Chevron, ExxonMobil e BP essere ritenute responsabili per le problematiche create alle comunità più fragili colpite dai cambiamenti climatici? È un dubbio a cui il caso legale aperto nelle Filippine potrebbe dare risposta.

Il mese scorso, gli avvocati di alcuni firmatari si sono incontrati con la Commissione per i diritti umani delle Filippine (CHR), un organo costituzionale che ha il compito di indagare sulle violazioni dei diritti umani. Il loro obiettivo era quello di identificare alcuni testimoni esperti nell’ambito di un’udienza sulle responsabilità di 50 tra le più grandi aziende di combustibili fossili nella violazione dei diritti umani dei cittadini filippini a causa delle catastrofi causate dai cambiamenti climatici.

Questo è il seguito di una petizione presentata il 22 settembre 2015 scorso da Greenpeace e Philippine Rural Reconstruction Movement a favore dei sopravvissuti di un tifone, in cui è stato chiesto che vengano adeguatamente riconosciuti i disastri causati dalle catastrofi legate al clima: “Le sofferenze nella vita reale e l’agonia di perdere i propri cari, la casa, la propria fattoria – in altre parole tutto – durante forti tifoni, siccità ed altri eventi estremi a causa del maltempo, così come la lotta portata avanti ogni giorno per vivere, per mettersi al sicuro e per essere in grado di far fronte alle avversità, all’impatto del lento succedersi dei cambiamenti climatici, vanno al di là di numeri e parole”.

L’udienza valuterà se le politiche e gli investimenti delle imprese hanno affrontato in modo adeguato le questioni riguardanti i diritti umani specificati nella petizione.

Le Filippine sono tra i paesi del mondo più esposti ai rischi naturali, con 130m di cittadini filippini che tra il 1995 e il 2015 sono stati colpiti da disastri legati al clima. Nel 2013, per esempio, il tifone Haiyan ha portato devastazioni che hanno ucciso più di 6.300 persone e causato miliardi di dollari di danni. È ampiamente riconosciuto – tra cui anche dalla Climate Change Commission del governo filippino – che il cambiamento climatico sta aggravando questi problemi.

La decisione di invitare scienziati del clima come testimoni all’indagine filippina, è vista come un’opportunità per dimostrare i legami tra i cambiamenti climatici e gli eventi meteorologici estremi.

“È incoraggiante perché dimostra che siamo riusciti a diffondere il messaggio che questo ramo della scienza [l’attribuzione di eventi meteorologici estremi al cambiamento climatico] può correttamente fare la sua parte e dire come stanno le cose”, spiega Friederike Otto, ricercatore senior presso l’Environmental Change Institute dell’Università di Oxford.

Una decina di anni fa, questa materia era dominata da previsioni generiche sulla frequenza di questi eventi. Oggi, i progressi nella modellazione al computer hanno significato per gli scienziati la possibilità di fare valutazioni quantitative in tempo reale. Quando Storm Desmond ha colpito il Regno Unito nel mese di dicembre, per esempio, i ricercatori avevano informato in quei giorni che il cambiamento climatico aveva aumentato la probabilità di inondazioni del 40%.

Ma, nonostante i progressi nella comprensione scientifica della connessione tra eventi meteorologici estremi e cambiamento climatico, il caso filippino deve ancora affrontare diverse sfide. La giurisdizione è una di queste. Il CHR può obbligare solo le sette maggiori compagnie che hanno filiali nelle Filippine – anche se tra queste sono incluse Shell, BHP Billiton e ExxonMobil – a difendere le loro politiche per iscritto e in audizioni pubbliche. Le altre 43 aziende saranno comunque invitate a partecipare. Se resistono, i ricorrenti hanno raccomandato che il CHR cerchi l’appoggio delle Nazioni Unite per incoraggiarli a cooperare.

Fonte: The Guardian

Data: Luglio 2016

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