L’Iea sottovaluta costantemente l’apporto dell’energia eolica e del solare. Perché?

L’Iea sottovaluta costantemente l’apporto dell’energia eolica e del solare. Perché?

L’Agenzia internazionale per l’energia (Iea) è stata creata nel 1974 dai Paesi che avevano appena vissuto una crisi petrolifera che li aveva ammaccati (ed erano diretti a subirne presto un’altra). 23 tra i partecipanti all’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) fondarono quindi questa agenzia per raccogliere e condividere informazioni sull’energia, per definire le tendenze energetiche future e contribuire a mitigare gli impatti negativi (o evitare) crisi energetiche successive.

Da allora, l’Iea è diventata una fonte ampiamente rispettata per quanto riguarda i dati sull’energia e le analisi. Il suo World Energy Outlook annuale (Weo) è considerato il riferimento principale per le modellazioni sull’energia, generando una copertura mediatica senza fine e plasmando le ipotesi di responsabili politici e dei gruppi di investimento.

È un po’ irritante, poi, che l’Iea sia sempre stata, e rimanga, tristemente pessimista sull’energia eolica e solare. Questo pessimismo ha portato a sottovalutare l’eolico e il solare in continuazione, un comprovato fallimento che si potrebbe pensare potrebbe mettere nei guai un’agenzia conosciuta per la qualità delle sue modellazioni. Ma se sia preoccupata o meno, l’Iea non lo ha mai fatto trapelare.

Cosa più difficile da capire è il motivo alla base di tutto questo. Perché l’Iea continua a sottostimare le fonti rinnovabili, anche a fronte di critiche persistenti? Ci sono diverse storie su questo in giro, e nessuna di loro è del tutto soddisfacente.

Daremo un’occhiata alle spiegazioni offerte, ma prima cerchiamo di stabilire la nostra premessa.

L’Iea ha dormito su eolico e solare

Che l’Iea abbia storicamente sottovalutato l’eolico e il solare è fuori discussione. L’ultimo sguardo al problema viene dal direttore di Energy Post, Karel Beckman, che si basa su un recente rapporto della Energy Watch Group (Ewg), un think-tank indipendente con sede a Berlino. Il rapporto analizza il successo predittivo dei Weos pubblicati recentemente.

Sotto è illustrata la storia della potenza di generazione elettrica derivata da fonti rinnovabili escludendo le grandi centrali idroelettriche, insieme a quelle che sono state, in successione, le proiezioni contenute nei Weo:

EnergyWatchGroup_weo-vre-projections

Fonte: Energy Watch Group

 

Come si può vedere, l’Iea ha continuato a correggere le sue proiezioni, ma senza mai rappresentare abbastanza bene la realtà. Solo ultimamente è riuscita ad avvicinare le sue proiezioni al dato reale.

L’osservazione diventa ancora più pesante quando si scava tra i dettagli. Ecco i particolari:

– nel Weo 2010 veniva data entro il 2024 una capacità installata derivata dal fotovoltaico di 180 gw; tale obiettivo è stato raggiunto nel mese di gennaio 2015

– l’attuale capacità di potenza installata supera le proiezioni del Weo 2010 per il 2015 di tre volte

– la capacità eolica installata nel 2010 ha superato le proiezioni sia del Weo 2002 sia di quello 2004 di, rispettivamente, 260 e 104 per cento

– le proiezioni contenute nel Weo 2002 sull’energia eolica nel 2030 sono state superate nel 2010

– altri analisti indipendenti (come quelli di Bloomberg New Energy Finance e Citi) si sono avvicinati a prevedere con precisione l’apporto delle fonti rinnovabili. Le uniche previsioni che corrispondono all’impreciso pessimismo di Iea sono quelle elaborate da società del calibro di BP, Shell ed Exxon Mobil.

 

Fonte: Vox

Data: Ottobre 2015

Leggi l’articolo in inglese


Tags assigned to this article:
datieolicofotovoltaicorinnovabilisolare

Articoli correlati

La beffa delle trivelle: la Guidi le autorizzò prima del divieto 

Il via libera della Guidi alle trivellazioni nelle Tremiti alla vigilia della legge di Stabilità che le avrebbe proibite.  Le isole Tremiti.

La Commissione Europea propone un “new deal” per i consumatori del mercato dell’energia

Il pacchetto proposto è un passo importante verso l’attuazione della strategia per l’unione energetica europea e si accompagna ad una

La lobby del gas che tiene in scacco l’Europa

La Commissione Europea e molti Stati membri dell’Unione Europea, Italia compresa, stanno investendo ingenti risorse  per sovvenzionare nuovi gasdotti e