L’industria del petrolio e del gas ha sostenuto con milioni di dollari le campagne repubblicane

L’industria del petrolio e del gas ha sostenuto con milioni di dollari le campagne repubblicane

I milionari dei combustibili fossili hanno destinato collettivamente più di 100 milioni di dollari per sostenere gli sforzi dello scorso anno dei contendenti repubblicani alle presidenziali, investendo nel futuro del partito come mai aveva fatto fino ad ora l’industria del petrolio e del gas.

Circa uno su tre dei dollari donati agli aspiranti repubblicani da mega-ricchi provenivano da persone che devono la loro fortuna ai combustibili fossili e che, allo stesso tempo, stanno per perderne la maggior parte a causa della lotta al cambiamento climatico.

L’entità degli investimenti derivati da interessi connessi ai combustibili fossili attraverso i Super Pacs ha raggiunto l’anno scorso circa i 107 milioni di dollari, prima che qualsiasi voto fosse stato lanciato nella stagione delle primarie repubblicane.

I gruppi per la campagna elettorale hanno affermato che i fondi raccolti pongono domande su che tipo di leva l’industria dei combustibili fossili abbia potuto giocarsi se i repubblicani dovessero arrivare alla Casa Bianca.

Ted Cruz, il senatore del Texas considerato come colui che ha le migliori possibilità di impedire a Donald Trump di aggiudicarsi la nomination repubblicana, è stato tra i maggiori beneficiari del sostegno dei combustibili fossili.

Cruz, che più di ogni altro candidato repubblicano ha apertamente negato la scienza ufficiale sul cambiamento climatico, ha incassato dall’industria dei combustibili fossili circa il 57% dei fondi per il suo Super Pac, circa 25 milioni di dollari, in base alle stime sull’andamento della campagna elettorale elaborate da Greenpeace e recensiti dal Guardian.

I candidati repubblicani alla presidenza stanno raccogliendo milioni dai mega-ricchi dell’industria dei combustibili fossili

I candidati repubblicani alla presidenza stanno raccogliendo milioni dai mega-ricchi dell’industria dei combustibili fossili

Il senatore del Texas, che ha preso tre stati al Super Tuesday rispetto ai sette di Trump, lo scorso dicembre ha detto al Npr che il cambiamento climatico è una finzione inventata dai liberali per controllare l’economia. “Le prove scientifiche non supportano il riscaldamento globale”, ha affermato.

Greenpeace, che ha contribuito a compilare i documenti presentati dal Guardian, ha detto che il diniego di Cruz rispetto alla scienza del clima è stato un fattore derivato dalla sua forte dipendenza dai finanziamenti delle industrie dei combustibili fossili.

“La completa negazione di Ted Cruz della scienza del clima è perfettamente in linea con gli interessi commerciali dei suoi più grandi finanziatori”, ha detto Jesse Coleman, un attivista di Greenpeace esperto di petrolio e gas. “I finanziatori dell’industria dei combustibili fossili hanno fatto della negazione del cambiamento climatico e della svalutazione del lavoro degli scienziati un prerequisito per essere un candidato repubblicano“.

La campagna di Cruz non ha sconfessato alcuna conoscenza del Super Pac, ma un portavoce ha ribadito il rifiuto della scienza ufficiale sul cambiamento climatico. “Per quanto riguarda i cambiamenti climatici, la posizione di Cruz è molto semplice. I dati non danno alcuna ragione a questa teoria”, ha detto la portavoce in una e-mail, descrivendo la sfida globale come una “causa guidata politicamente che fa crescere il governo e arricchire radicati interessi particolari a Washington”.

Coleman ha suggerito che i repubblicani difficilmente rinunceranno alla negazione del cambiamento climatico, anche se Cruz non dovesse vincere le primarie.

“Donald Trump, pur negando allo stesso modo il cambiamento climatico, è per lo più auto-finanziato – almeno per ora – e guarderà all’industria dei combustibili fossili per ricevere sostegno politico se vincerà la nomination. Del resto, Trump ha milioni di dollari direttamente investiti nel settore dei combustibili fossili”.

 

Fonte: The Guardian

Data: Marzo 2016

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