Più rinnovabili significano più benefici anche per i Paesi del Golfo

Più rinnovabili significano più benefici anche per i Paesi del Golfo

Secondo un rapporto pubblicato dall’Agenzia per le energie rinnovabili (Irena), l’aumento progressivo dell’utilizzo di energia rinnovabile potrebbe portare molteplici benefici anche ai Paesi del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc). Il rapporto “Renewable Energy Market Analysis: The Gcc Region” rileva che, se vengono raggiunti i piani e gli obiettivi del Gcc, questi Paesi potrebbero risparmiare 11 miliardi di litri d’acqua (con un decremento pari al 16 per cento), risparmiare 400 milioni di barili di petrolio nel settore energetico (pari ad un 25 per cento), creare più di 200.000 posti di lavoro diretti da impiegare nel settore delle rinnovabili e ridurre l’impronta pro-capite di carbonio dell’8 per cento entro il 2030.

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Fonte: Renewable Energy Market Analysis. The GCC Region

La regione del Golfo è da tempo leader mondiale nella produzione di energia e potrebbe rafforzare ulteriormente questo ruolo attraverso lo sviluppo delle sue vaste risorse energetiche rinnovabili“, ha detto il direttore generale di Irena Adnan Z. Amin. “In tal modo, la regione sarebbe in grado di ridurre le emissioni di anidride carbonica e risparmiare le preziose risorse idriche, il tutto mentre soddisfa la rapida crescita del proprio fabbisogno energetico in modo sostenibile”.

L’analisi approfondisce la politica, lo sviluppo del progetto e la finanza capaci di guidare la transizione dei Paesi del Gcc verso un sistema energetico più sostenibile. Si evidenzia come aumentare le energie rinnovabili per soddisfare i piani e gli obiettivi nazionali potrebbe portare ad un taglio del consumo di carburante nel settore della produzione di elettricità e in quello idrico del 50 per cento negli Emirati Arabi Uniti, del 23 per cento in Arabia Saudita e del 21 per cento in Kuwait. Allo stesso modo, si potrebbe arrivare anche alla riduzione dell’8 per cento delle emissioni pro capite di anidride carbonica all’interno della regione.

Forse di maggiore importanza per una regione che soffre la scarsità d’acqua, il raggiungimento degli obiettivi sull’energia rinnovabile potrebbe anche far diminuire i prelievi d’acqua per il settore energetico del 16 per cento, dato che le fonti rinnovabili, in particolare il solare fotovoltaico, utilizzano tecnologie che prevedono un utilizzo meno intensivo dell’acqua rispetto a quelle adoperate in un sistema basato sui combustibili fossili. La desalinizzazione rappresenta ormai una quota sostanziale del consumo totale di energia nella maggior parte dei Paesi del Gcc. La ricerca prova come il passaggio alla dissalazione solare potrebbe offrire una soluzione economica ed eco-sostenibile ma affidabile per affrontare la crescente domanda di acqua sul lungo periodo.

Al di là di energia, acqua e della riduzione delle emissioni, il raggiungimento degli obiettivi rinnovabili fissati nella regione creerebbe entro il 2030 quasi 210.000 posti di lavoro diretti nel settore energetico. La ricerca indica che il settore delle energie rinnovabili crea più posti di lavoro del settore energetico convenzionale sulla base di unità di energia prodotta e di dollari investiti. La maggior parte dei posti di lavoro creati riguarderebbero il solare fotovoltaico e sarebbero localizzati soprattutto in imprese degli Emirati Arabi Uniti e dell’Arabia Saudita.

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Fonte: Renewable Energy Market Analysis. The GCC Region

“La logica economica e sociale per la transizione energetica nella regione del Gcc non è mai stata più forte”, ha detto Amin. “Mantenendo la loro leadership nel settore energetico e abbracciando le fonti di energia rinnovabili così abbondanti nella loro regione, i Paesi del Gcc sarebbero in grado di garantirsi una propria prosperità economica e sociale a lungo termine grazie ad un futuro ad energia pulita“.

 

Fonte: International Renewable Energy Agency (Irena)

Data: Febbraio 2016

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