La Svezia sarà carbon neutral nel 2050

La Svezia sarà carbon neutral nel 2050

Trent’anni per tagliare le emissioni dell’85% e compensare quel che manca con progetti di mitigazione all’estero. È il piano della Svezia per diventare il primo Paese carbon neutral al mondo, azzerando le emissioni nette prima del 2050.

La proposta arriva dalla Commissione parlamentare per la politica ambientale, composta da 7 degli 8 partiti che attualmente hanno dei seggi in Parlamento. Solo i Democratici Svedesi, che hanno racimolato il 13% alle elezioni del 2014, non sono rappresentati. La vice premier, Asa Romson, che milita nelle fila dei Verdi, ha dichiarato che ora la sfida è alimentare un flusso di investimenti sufficientemente corposo da far crescere un’economia a basse emissioni.

«Noi in realtà possediamo già tutta la tecnologia di cui abbiamo bisogno per essere al 100% liberi dai combustibili fossili – ha detto Romson – Quello che non abbiamo è un mercato per questa tecnologia. Non esiste un’economia capace di farlo, non ancora».

Ma in poco più di 30 anni il governo è convinto di riuscirci. L’esecutivo dovrebbe pubblicare le proposte legislative il mese prossimo, poi queste verranno dettagliate a giugno. Entro i primi sei mesi del 2016, in pratica, sapremo come la Svezia ha deciso di muoversi per battere questo record mondiale e dimostrare che una drastica riduzione delle emissioni è possibile.

L’anno scorso, la Svezia ha battuto due concorrenti agguerrite – Svizzera e Norvegia – vincendo la gara per la nomina a Paese più sostenibile del mondo del 2015. La classifica, stilata dalla società di investimenti sostenibili RobecoSAM, valutava gli standard sociali e di governance ambientale.

Per rimanere in linea con le previsioni, il governo si è già impegnato a investire circa 500 milioni di euro in misure legate al clima nel corso del 2016. Nel piano sono inclusi sussidi per una serie di tecnologie pulite.

La scommessa di abbandonare quasi completamente i combustibili fossili entro la metà del secolo alimenta la speranza che altri volenterosi prendano spunto, applicando i suggerimenti non vincolanti dell’accordo sul clima di Parigi e trasformandoli in leggi dello Stato.

 

Fonte: Rinnovabili.it

Data: Febbraio 2016

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