Smog, a Milano e a Roma parte il monitoraggio dei cittadini con lo smartphone

Smog, a Milano e a Roma parte il monitoraggio dei cittadini con lo smartphone

La Ue lancia il progetto Ispex: con un sensore sul telefonino chiunque può verificare i livelli di inquinamento. Le uniche condizioni per usare «Ispex» sono: avere lo smartphone (non uno qualsiasi bensì un’iPhone 4 o 5, versioni «s» incluse); e che ci sia il sole. Dunque nel giorno del suo debutto, ieri, lo si poteva provare solo cogliendo quei pochi raggi di sole filtrati tra le nubi, in città, nel pomeriggio.

Ma cos’è questo Ispex?

Si tratta di un piccolo sensore ottico da incastrare davanti alla fotocamera del telefono, così da permettere a chiunque – grazie anche all’omonima app – di elaborare dati sulle polveri sottili presenti nell’aria. Informazioni che con un clic vanno girate a un centro studi europeo il quale realizzerà una mappa dell’inquinamento continentale, proprio grazie ai cittadini. Ispex va ritirato (gratis) in 4 negozi milanesi e si potrà conservare anche oltre il termine del monitoraggio popolare (fissato per il 15 ottobre).

Una sperimentazione europea che si traduce in una chiamata ai cittadini, con l’obiettivo di creare una raccolta di informazioni, dove sono gli abitanti a produrre stessi dati sensibili sullo stato della salute dell’aria viste le allarmanti previsioni da qui al 2030 (vedi grafico in alto). Solo nel 2015, fino ad agosto, la soglia consentita di Pm10 a Milano era stata superata 46 volte, 11 giorni in più dei 35 consentiti dalle Ue. E proprio da un progetto europeo, chiamato Light 2015, e a Milano sostenuto dall’associazione Cittadini per l’aria, è nata l’esperienza Ispex.

Esordio ieri in nove città europee (Milano, Roma, Barcellona, Atene, Belgrado, Berlino, Londra, Manchester e Copenaghen), si potranno inviare i dati fino al 15 0ttobre. Chiunque – anche se l’invito si rivolge soprattutto a politici e attivisti – può andare a ritirare il dispositivo in uno dei luoghi convenzionati, montarlo in maniera semplice sull’iPhone, scaricare la app e infine provarlo. Niente nubi nel cielo, in uno spazio aperto, con il sole alle spalle e l’obiettivo rivolto verso l’orizzonte. Il braccio teso va mosso lentamente verso l’alto, due volte, con la app che guida passo passo il cittadino interessato a contribuire al database e alla mappatura dell’esperimento.

 

Fonte: Il Corriere della Sera

Data: Settembre 2015

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