L’Europa non finanzierà più le fonti fossili ad eccezione del gas

L’Europa non finanzierà più le fonti fossili ad eccezione del gas

Il pacchetto energia dell’Unione europea è centrale per la transizione energetica verso un’economia a emissioni zero, e gli obiettivi devono essere ambiziosi, perché le possibilità tecnologiche ci sono e le imprese sono pronte a giocare la loro partita. È quanto è emerso a Bruxelles, in Belgio, durante la conferenza di alto livello “Clean energy financing” promossa dal presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani.

Il prossimo bilancio dell’Unione Europea deve essere un “Bilancio politico”, così lo ha definito Tajani, perché deve avere degli obiettivi politici, che per l’Europa in materia di energia si traducono in un aumento dei fondi per rinnovabili, efficienza energetica e trasporti. Obiettivo finale la lotta ai cambiamenti climatici.

Ogni euro investito per ridurre le emissioni ha un grande valore sia come volano economico sia come effetto mitigatore per contrastare potenziali catastrofi ambientali. È necessario quindi incentivare maggiori investimenti pubblici e privati, nell’ordine di centinaia di miliardi di euro l’anno in efficienza energetica e fonti rinnovabili.” ha detto Tajani.

 

Il pacchetto “clean energy”

Gli obiettivi proposti dalla Commissione europea al 2030 prevedono 27 per cento di rinnovabili nel consumo finale di energia nell’Ue, 27-30 per cento di efficienza energetica e 40 per cento di riduzione delle emissioni di gas serra rispetto ai valori del 1990. Ma i giochi non sono ancora conclusi, Parlamento e Consiglio europeo non hanno ancora approvato il pacchetto e hanno posizioni diverse, sia tra loro, sia rispetto alla Commissione Ue e non c’è da nascondere che il Consiglio stia puntando al ribasso, atteggiamento che ha chiaramente infastidito Miguel Arias- Cañete, Commissario Ue per l’Energia, mentre il Parlamento punta a un 30 per cento di rinnovabili e 40 percento di efficienza energetica. Secondo quanto annunciato il pacchetto energia contribuirà ad aumentare dell’1 per cento il pil europeo nei prossimi dieci anni e creerà 900mila posti di lavoro.

Fonte: Lifegate

Data: Novembre 2017

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